Incontro iniziato con un ringhio diventando un’amicizia

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Mi ero da poco trasferita a vivere a Cerveno, una mattina suona il mio campanello una signora alla ricerca di una pensione per il suo cane, un Pastore del Caucaso, per quando andrà in vacanza. Fulvia, la padrona del cane, mi spiega che Xander è molto diffidente, che non tollera estranei e accetta solo membri del suo branco, 3 persone appartenenti alla famiglia.

Ci accordiamo per rivederci con il cane quello stesso pomeriggio. Fulvia arriva per le 14.30, accompagnata da un cane enorme che sembrava un orso. Entrano e io mi avvicino con calma ma già a 20 metri di distanza il cane parte per attaccare. Mi sono detta “cominciamo bene” perché avevo fatto attenzione al mio approccio con il cane evitando di guardarlo negli occhi, avvicinandomi non direttamente ma facendo una curva, mostrando il fianco… insomma cercando di inviargli, con il linguaggio del corpo tutti i possibili segnali di calma.

Dal suo comportamento anomalo mi sono venute in mente delle domande:

Io: il cane è stato in un campo di addestramento?

Fulvia: Si

Io: Ha lavorato con donne?

Fulvia: Si

Io: Com’è andata?

Fulvia: Ha tentato di mordere.

Bene ora mi tornava tutto, il cane aveva riconosciuto la situazione e, come in precedenza aveva già affermato, non gli piaceva affatto.

A questo punto sapevo casa fare. Ho detto a Fulvia di camminare per la strada mentre io la seguivo  distanza. Abbiamo ripetuto ripetuto questo esercizio diverse volte nei giorni a seguire, riducendo le distanze fino ad affiancarmi a loro. Il passo successivo è stato lasciare libero il cane e mentre noi passeggiavamo una affianco all’altra chiacchierando tranquille e disinvolte. Ci siamo poi incontrarci per fare una passeggiata per le stradine di campagna.

In parallelo abbiamo lavorato sul rendere l’ambiente della pensione un luogo bello, dove si fanno attività piacevoli e, visto che  Xander mostrava interesse per la Brenda, abbiamo deciso di lasciarli liberi insieme per poi fare delle passeggiate tutti insieme. Tutto procedeva bene, anche se non sono mai riuscita a toccare Xander e nemmeno lui si è mai avvicinato a me, comunque eravamo contente dei risultati.

Il passo successivo è stato di lasciarlo da me in un box per prova e vedere come si sarebbe comportato. Rimasto solo mi ringhiava addosso appena mi vedeva passare. Fulva lo ha portato diverse volte ma non abbiamo avuto grandi miglioramenti.

Poi è arrivato il giorno in cui la famiglia di Xander partiva per le vacanze. Abbiamo quindi deciso che il cane sarebbe rimasto nel box, perché non c’erano molte alternative, il cane non voleva farsi toccare da me.

Mi portano il cane e partono.

Primo giorno tutto bene, però noto che il cane non sporca nel box. Problema: cosa faccio? Mi dico, non posso lasciarlo così! allora decido di entrare con la sua pettorina e il guinzaglio di 6 metri. Entro, non lo guardo negli occhi, prendo la pettorina e la apro deve si mette la testa e con mio immenso stupore il cane infila la testa da solo, mi sposto sul fianco per allacciare il gancio di destra, fatto questo il cane si gira sull’altro fianco per farsi allacciare il gancio di sinistra. Ero incredula e estasiata dalla collaborazione mostrata dal cane, quindi usciamo dal box e ci dirigiamo verso i recinti all’aperto, lascio al cane tutto il guinzaglio per metterlo a suo agio. Arrivati al recinto lui non vuole entrare. Oh cielo!, mi dico ora cosa faccio? Non tiro il guinzaglio, semplicemente punto i piedi nella direzione del cancello del recinto e aspetto, dopo poco il cane si muove verso di me ed entra da solo nel recinto, avrei voluto baciarlo!!!, entro anche io chiudo il cancello mollo il guinzaglio e mi siedo per riprendermi dall’emozione.

Da quel giorno Xander è sempre stato fuori, vicino a lui Brenda. Quando mi vedeva per portargli da mangiare era contento, finalmente sono riuscita a toccarlo e siamo diventati amici.

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