Attraversare la paura: CODY

Cody è con me dal 2001. È un Quarter Horse, ma per me questa è probabilmente la cosa meno importante da dire su di lui. Cody è soprattutto un amico e un compagno di vita. Abbiamo trascorso tantissimo tempo insieme e, negli anni, la nostra relazione mi ha insegnato molto sul modo in cui i cavalli osservano il mondo e comunicano con noi. Con lui ho imparato soprattutto quanto sia importante, nella relazione con un cavallo, essere consapevoli delle proprie emozioni.

Il cavallo è un animale preda. Osserva, percepisce, reagisce rapidamente a ciò che accade intorno a lui. Anche la nostra tensione, l’incertezza, la fretta o, al contrario, la calma possono diventare informazioni importanti. Con Cody ho imparato lentamente a essere un punto di riferimento. Non qualcuno che gli dicesse semplicemente cosa fare, ma qualcuno accanto al quale potesse sentirsi abbastanza sicuro da provare ad affrontare qualcosa che gli faceva paura.

Quella terribile acqua

Cody ha sempre avuto una grande diffidenza nei confronti dell’acqua. Pozzanghere, ristagni, piccoli corsi d’acqua: se esisteva una possibilità di aggirarli, potete stare certi che Cody l’avrebbe trovata. Un giorno stavamo facendo una tranquilla passeggiata in montagna. Procedevamo lungo una mulattiera quando arrivammo davanti a un piccolo rio che attraversava il sentiero. Per proseguire bisognava mettere i piedi nell’acqua. Per me, niente di particolare. Per Cody, evidentemente, tutt’altra storia. Si fermò. Provai a chiedergli di avanzare, ma era chiaro che non voleva mettere gli zoccoli nell’acqua. Avrei potuto insistere. Avrei potuto aumentare la pressione, usare le gambe e cercare di convincerlo che, volente o nolente, quel piccolo corso d’acqua andava attraversato.Ma a un certo punto mi feci una domanda diversa:

«E se invece di chiedergli di non avere paura, provassi a mostrargli che non c’è nulla da temere?»
Prima io, poi tu
Scesi da cavallo. Entrai nell’acqua. La attraversai. Poi tornai indietro. E lo rifeci. Cody mi osservava. Non cercavo di trascinarlo e non gli chiedevo continuamente di avanzare. Semplicemente entravo nell’acqua e gli mostravo, attraverso il mio comportamento, che potevo attraversarla tranquillamente. Entravo. Uscivo. Tornavo da lui. Non succedeva niente. Dopo diversi passaggi arrivò il suo momento. Cody decise di provare. Entrò nell’acqua e attraversò il rio. Non direi che improvvisamente fosse diventato il cavallo più coraggioso del mondo. Ma lo fece. E, soprattutto, riuscì a farlo con una discreta calma. Per me quello fu il vero risultato.

La paura non deve necessariamente scomparire

Da quel giorno Cody non è diventato un amante dell’acqua. Ancora oggi, se davanti a una pozzanghera esiste la possibilità di passarle intorno, lui preferisce decisamente passarle intorno. Ed è una cosa che continua a farmi sorridere. La differenza è che, quando non esiste un’alternativa, adesso riesce ad attraversarla. La sua diffidenza non è completamente scomparsa. È cambiato il modo in cui riesce ad affrontarla. E forse è proprio questo che Cody mi ha insegnato. Quando un animale ha paura, il nostro obiettivo non dovrebbe essere sempre quello di cancellare quella paura. A volte possiamo semplicemente aiutarlo a sentirsi abbastanza sicuro da attraversarla. Quel giorno non gli ho dimostrato che l’acqua non faceva paura. Gli ho mostrato che io potevo entrarci e uscirne tranquillamente. Poi la scelta di fare il passo successivo è stata sua. Ed è in momenti come questo che ho compreso cosa significhi, per me, diventare un punto di riferimento per un cavallo. Non essere quello che obbliga ad andare avanti. Ma quello accanto al quale, qualche volta, si trova il coraggio di provarci. Cody è con me da più di vent’anni e continua ad avere un rapporto decisamente sospettoso con le pozzanghere. Se può evitarle, le evita. E sapete una cosa? Lo adoro anche per questo.

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