Ci eravamo trasferiti da poco a vivere a Cerveno. Una mattina mi accorsi che il cancello del recinto dove si trovava Branda era rimasto accidentalmente aperto. Brenda era uscita. La vidi poco distante e la prima cosa che pensai fu che dovevo riportarla a casa. Corsi a prendere guinzaglio e pettorina e la raggiunsi in un prato. Brenda non scappava. Era lì. Provai ad avvicinarmi per metterle la pettorina, ma non ci fu verso. Ogni volta che tentavo di prenderla, si spostava quel tanto che bastava per impedirmelo. Eppure non se ne andava. Rimaneva con me. Smisi di insistere. Cominciai semplicemente a dirigermi verso casa. E Brenda fece lo stesso.
Camminava libera, qualche metro davanti a me. Non aveva il guinzaglio, non aveva la pettorina e, soprattutto, nulla le impediva di scegliere un’altra direzione. Avrebbe potuto correre via. Avrebbe potuto continuare a esplorare. Avrebbe potuto ignorarmi. Invece continuava a precedermi, mantenendo quella piccola distanza tra noi. Io dietro. Lei davanti. Fino a casa. Arrivata al cancello, Brenda entrò spontaneamente nel suo recinto. La fuga era finita.
Senza che fossi riuscita a metterle né la pettorina né il guinzaglio.
Obbedienza o collaborazione?
Ripensandoci, la cosa che trovo più interessante di quell’episodio è che Brenda non fece quello che le avevo chiesto nel modo in cui avevo immaginato io. Io volevo metterle la pettorina, agganciare il guinzaglio e riportarla a casa. Lei non era affatto d’accordo sulla prima parte. Ma sembrava aver compreso perfettamente la seconda. Dovevamo tornare a casa. Non accettò il mio strumento di controllo, ma accettò la mia proposta. Mi accompagnò — o forse sarebbe più corretto dire che mi precedette — per tutto il percorso, controllando continuamente che io fossi lì. Era libera. E proprio per questo, secondo me, quel ritorno a casa ebbe un significato particolare. Brenda avrebbe potuto scegliere altro. Scelse di tornare con me. Quel giorno mi ricordò che nella relazione con un animale obbedienza e comprensione non sono necessariamente la stessa cosa.
A volte chiediamo un comportamento preciso e interpretiamo come disobbedienza tutto ciò che non corrisponde esattamente alla nostra richiesta. Ma forse Brenda aveva capito benissimo. Semplicemente, aveva trovato il suo modo di collaborare.
Io pensavo: «Devo metterti la pettorina per riportarti a casa.»
lei sembrava rispondere: «La pettorina no. Ma a casa ci torno.»
E così fece.
Brenda aveva ubbidito.
Ma a modo suo.
